Liquidazioni periodiche IVA: si avvicina la scadenza del 31 maggio

Liquidazioni periodiche IVA: si avvicina la scadenza del 31 maggio

Liquidazioni periodiche IVA: si avvicina la scadenza del 31 maggio

La comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA ha la finalità “di contrastare il fenomeno della cosiddetta «evasione da riscossione» nonché di adeguare la normativa interna ai livelli europei nell’ambito dell’imposta sul valore aggiunto”.

Tutti i soggetti passivi IVA sono tenuti alla presentazione della comunicazione trimestrale delle liquidazioni IVA effettuate, indipendentemente dal fatto che dalla liquidazione periodica emerga una eccedenza di imposta e dal fatto che la liquidazione del tributo avvenga con cadenza mensile o trimestrale. Sono, invece, esclusi da tale adempimento i soggetti passivi che non devono presentare la dichiarazione annuale IVA, né effettuare le liquidazioni periodiche.

Ai fini dell’adempimento, con il Provvedimento n. 62214 dello scorso 21 marzo, l’Agenzia delle Entrate ha inoltre approvato una nuova versione del modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA, delle relative istruzioni nonché delle specifiche tecniche, da presentare per le comunicazioni relative al primo trimestre 2018 entro il prossimo 31 maggio.

Le principali novità

Le novità interessano, in primo luogo, 2 righi del quadro VP: la colonna 5 del rigo VP1operazioni straordinarie” e la casella “metodo” del rigo VP13 “acconto dovuto”.

Con quest’ultima casella, il rigo VP13 – che riguarda appunto l’indicazione dell’acconto dovuto (anche se non effettivamente versato) – viene finalmente “allineato” alle indicazioni del quadro VH della dichiarazione annuale IVA. Pertanto, con l’introduzione della casella “metodo” diventa possibile indicare il codice relativo al metodo utilizzato per la determinazione dell’acconto (“1” storico; “2” previsionale; “3” analitico-effettivo; “4” soggetti operanti nei settori delle telecomunicazioni, somministrazione di acqua, energia elettrica, ecc.).

Inoltre, la nuova casella 5 del rigo VP1 “operazioni straordinarie” va barrata in presenza di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive (fusione, scissione, cessione d’azienda, conferimento d’azienda, ecc.) nel caso in cui:

  • il soggetto avente causa riporti – nel rigo VP8 della propria comunicazione – il credito maturato dal soggetto dante causa nell’ultima liquidazione periodica;
  • il soggetto avente causa riporti – nel rigo VP9 “credito anno precedente” – una quota o l’intero ammontare del credito emergente dalla dichiarazione annuale IVA del dante causa, relativa all’anno precedente quello indicato nel frontespizio, ceduto, in tutto o in parte, a seguito dell’operazione straordinaria;
  • a seguito dell’interruzione della liquidazione IVA di gruppo nel corso dell’anno, l’ente o società controllante riporti nel rigo VP8 le eventuali eccedenze di credito trasferite al gruppo e non compensate utilizzate in detrazione nelle proprie liquidazioni periodiche successive.

Esonero dalla comunicazione in mancanza di dati da comunicare

Con le nuove istruzioni viene, inoltre, precisato che l’obbligo di invio della comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA non ricorre in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP (ad esempio, contribuenti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva). L’obbligo, invece, sussiste nel caso in cui sia necessario dare evidenza al riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente. Pertanto, se dal trimestre precedente non emergono crediti da riportare, in assenza di altri dati da indicare nel quadro VP, il contribuente è esonerato dalla presentazione del modello di comunicazione.

Trasmissione telematica

Si ricorda, infine, che il modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA deve essere presentato –  esclusivamente per via telematica – dal contribuente o tramite intermediari abilitati – entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre (31 maggio, 16 settembre, 30 novembre, 28 febbraio).

L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro; sanzione che viene ridotta alla metà se, entro i 15 giorni successivi alla scadenza, la trasmissione viene effettuata ovvero viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.