Formazione 4.0: come funziona il credito di imposta?

Formazione 4.0: come funziona il credito di imposta?

Formazione 4.0: come funziona il credito di imposta?

L’articolo 1 (cc 46 – 56) della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un credito di imposta per tutte le imprese interessate ad effettuare spese di formazione del personale dipendente nell’ambito delle tecnologie 4.0. L’incentivo, istituito per sollecitare le aziende a cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale, si applica esclusivamente alle spese sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

Bonus formazione 4.0: i soggetti beneficiari

Possono accedere al credito di imposta tutte le imprese che attuano un’attività di formazione pattuita attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalle dimensioni, dal regime contabile adottato e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Si precisa, inoltre, che il credito di imposta formazione 4.0 non è condizionato dall’utilizzo degli incentivi Industria 4.0 (super e iper-ammortamento) e che si applica anche alle imprese artigiane e alle imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli.

Formazione agevolata

Possono usufruire del credito di imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0.

Le tecnologie previste dal Piano sono:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Sono quindi escluse dal credito di imposta le attività di formazione ordinaria o periodica organizzate dalle imprese per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Bonus formazione 4.0: gli ambiti di applicazione

Le attività formative devono essere pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali e devono riguardare i seguenti ambiti:

  • vendita e marketing (le attività formative possono essere relative a: acquisti, commercio al dettaglio, commercio all’ingrosso, gestione del magazzino, marketing, ricerche di mercato, ecc.);
  • informatica e tecniche (le voci ammesse sono, ad esempio, l’analisi di sistemi informatici, l’elaborazione elettronica dei dati, la formazione degli amministratori di rete, i linguaggi di programmazione, la progettazione di sistemi informatici, ecc.);
  • tecnologie di produzione (tra le voci ammesse, si ricordano la robotica, i sistemi di comunicazione, le tecnologie delle telecomunicazioni, le tecnologie di elaborazione dati, le biotecnologie, ecc.).

Misura dell’agevolazione

Il credito di imposta compete nella misura del 40% del costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili e viene riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 300.000 euro per ciascun beneficiario.

Certificazione dei costi

Al fine di beneficiare del credito di imposta, le imprese sono tenute a certificare i costi delle spese di formazione. La certificazione deve essere poi allegata al bilancio.

Le imprese non soggette a revisione e prive di collegio sindacale devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale o di una società di revisione. In tal caso, il revisore legale (o il professionista responsabile della revisione legale) è tenuto a osservare i principi di indipendenza previsti dalla disciplina di settore. Per queste imprese, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammissibili al credito di imposta entro il limite massimo di 5.000 euro.

Sono, invece, escluse dall’obbligo di certificazione dei costi le imprese con bilancio revisionato.

Utilizzo del credito di imposta

Dal punto di vista fiscale, il credito può essere utilizzato solo in compensazione nel modello F24 dal periodo di imposta successivo a quello di maturazione (dal 2019 per le spese sostenute nel 2018).

Il beneficio inoltre:

  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi di imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
  • non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP;
  • non concorre alla determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi (di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, TUIR);
  • non è soggetto al limite annuale di 250.000 per l’utilizzo dei crediti d’imposta (di cui all’articolo 1, comma 53, Legge n. 244/2007) né al limite massimo di compensabilità di crediti di imposta e contributi di 700.000 euro (di cui all’articolo 34, Legge n. 388/2000).