Certificazione Unica 2018: che cos’è e cosa devono fare le aziende?

Certificazione Unica 2018: che cos’è e cosa devono fare le aziende?

Certificazione Unica 2018: che cos’è e cosa devono fare le aziende?

Con il provvedimento n. 10729/2018 dello scorso 15 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato in via ufficiale il modello e le istruzioni per la Certificazione Unica 2018 (CU 2018). Si tratta di una nuova modalità per la certificazione del reddito, proposta dall’Agenzia delle Entrate come sostituto del CUD, nell’ottica di semplificare gli adempimenti burocratici.

Certificazione Unica 2018: che cos’è

La Certificazione Unica 2018 è il documento fiscale che i sostituti di imposta utilizzare per attestare i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi nonché i corrispettivi derivanti dai contratti di locazioni brevi.

Certificazione Unica 2018: le scadenze

La Certificazione Unica va rilasciata al percettore delle somme, utilizzando il cosiddetto modello “sintetico” entro il 3 aprile 2018, mentre la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello “ordinario” deve essere effettuata entro il 7 marzo, in via telematica.

I sostituti d’imposta possono consegnare la Certificazione Unica ai lavoratori in due diverse modalità:

  • in forma cartacea;
  • via e-mail.

La Certificazione Unica cartacea si compone di due fogli:

  • nel primo foglio sono riportati tutti i dati anagrafici di chi ha percepito il reddito, oltre alla firma da parte del datore di lavoro;
  • nel secondo foglio sono riportati i dati fiscali tipici della Certificazione Unica ovvero i redditi erogati e le detrazioni effettuate, distinte per tipologia.

La Certificazione Unica può essere inviata via e-mail esclusivamente a condizione che il datore di lavoro abbia la certezza che il lavoratore dipendente sia in condizione di ricevere l’e-mail e stamparne il contenuto.

Si precisa, infine, che la trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, può avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta ovvero entro il 31 ottobre 2018.

Certificazione Unica 2018: trasmissione e rettifiche

I sostituti di imposta possono trasmettere una o anche più “CU 2018” relative al medesimo percipiente, ad esempio per redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo, senza la necessità di “accorpare” i dati in un unico modello.

I sostituti di imposta possono decidere di effettuare più invii delle certificazioni, trasmettendo, per esempio, prima le certificazioni di lavoro dipendente (tutte insieme o a scaglioni) e successivamente le certificazioni di lavoro autonomo. Ogni certificazione sarà contraddistinta da un protocollo telematico. Qualora si renda necessario rettificare una certificazione già acquisita dall’Agenzia delle Entrate si dovrà procedere con l’invio di una certificazione di tipo sostitutivo, avendo cura di indicare il numero di protocollo assegnato dall’amministrazione finanziaria alla certificazione originaria.

Certificazione Unica 2018: le novità più rilevanti

Tra le novità più rilevanti della Certificazione Unica 2018, si ricordano:

  • l’introduzione di una sezione per la certificazione dei redditi da “locazioni brevi”, ossia per i contratti di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. La normativa vigente (art. 4 del DL. n. 50/2017) prevede, infatti, che i soggetti che risiedono in Italia ed esercitano attività di intermediazione immobiliare e/o gestione di portali web, siano tenuti ad applicare una ritenuta del 21% sui corrispettivi lordi dovuti per i contratti di “locazioni brevi”, nonché a rilasciare la Certificazione Unica, in qualità di sostituti di imposta. Per dare attuazione alla suddetta normativa, nella CU 2018 è stata quindi introdotta una specifica sezione per la gestione dei dati che gli intermediari devono compilare in relazione a ciascun contratto di locazione;
  • l’implementazione della sezione “Assistenza Fiscale” con l’introduzione dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato: nella sezione riferita all’assistenza fiscale sono stati introdotti i punti 101 (va indicato l’importo effettivamente trattenuto in base a quanto riportato nel 730/4 alla voce “imposta sostitutiva incremento produttività” con riferimento al dichiarante), 102 (da compilare nell’ipotesi in cui l’importo non sia stato trattenuto in tutto o in parte), 165 (in presenza della casistica, il campo sarà valorizzato dalla procedura automaticamente), 301 e 302 dedicati all’imposta sostitutiva sui premi di risultato;
  • lo scorporo della sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione” in due parti, una per il sostituto dichiarante e una per gli altri sostituti.